Pubblicato da: Marcello | gennaio 25, 2008

NBA, tempo di bilanci

 

NBA LOGO

Giunto a metà del suo cammino, il campionato NBA entra nella fase calda che culminerà nella pausa di febbraio per l’All Star Game. Il campionato, oltre alle solite certezze, ha regalato, fin qui, diverse ed interessanti sorprese. Molte erano le aspettative di inizio anno, tante le curiosità soprattutto in casa Boston. Dopo trenta partite giocate è giunto il momento di un primo bilancio sul campionato di basket più bello del mondo.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA – Partiamo dal presente. La squadra più in forma del momento è senza dubbio New Orleans. La squadra di Paul ha inanellato una striscia di sei vittorie consecutive e sembra volare sulle ali dell’entusiamo. Anche I Pistons si sono confermati ai vertici della Central Division. La squadra è solida, esperta e si conosce a memoria. Il quintetto base è il solito da diversi anni: Billups, Hamilton, Prince, McDyess, Wallace, ma le garanzie non mancano. Il punto di forza della franchigia è proprio l’assenza di una vera stella: tutti contribuiscono alla causa, non ci sono prime donne da accontentare. Il punto debole? Senza dubbio la panchina, poco profonda e senza un degno sesto uomo, non me ne voglia Maxiell. L’obiettivo è il titolo, ma se lo dovranno sudare. A Boston sembra filare tutto liscio. La squadra ha il miglior record della lega e sta andando oltre le più rosee aspettative, inanellando continue strisce vincenti. Allen, Garnett e Pierce sono uno spettacolo ed intorno a loro crescono funghi interessanti. Uno su tutti quel Rajon Rondo tanto criticato in avvio di stagione quanto apprezzato adesso. I playoff sono dietro l’angolo, il titolo può essere alla portata. Unico dubbio: nella post season i big three saranno spremuti come limoni, sta a loro presentarsi nelle migliori condizioni all’appuntamento. Una citazione anche per Portland. I giovani ragazzi di coach McMillan, dopo il grave infortunio di Oden, prima scelta assoluta,si sono ripresi alla grande. I playoff non sembrano più un miraggio. Da non sottovalutare la stagione dei Lakers.

LE SQUADRE IN CRISI – Dopo il titolo vinto due anni fa, Miami sembra precipitata in un pozzo senza fondo. Difficile uscire da questa situazione. Nonostante lo strapotere di Wade, stella indiscussa che non smette di brillare, la squadra è vecchia, logora. Il record di 8 vittorie e 24 sconfitte fa rabbrividire e commuovere i nostalgici. L’infortunio, probabilmente il ritiro, di Mourning peserà sulle rotazioni di coach Riley. Uno Shaquille O’Neill in fase calante non promette troppe gioie ai tifosi della Florida. Di New York c’è poco da dire. Il talento è tutto li da vedere, ma la squadra, una accozzaglia di giocatori senza una guida solida in panchina, non è in grado di esprimerlo al meglio. Il declino di Marbury ne è una prova. C’è bisogno di una scossa nella Grande Mela. Non se la passano per niente bene nemmeno nel Minnesota. Dopo la partenza di Garnett, la squadra è stata rifatta. Il peggior record della lega pesa però come un macinio. Unica nota positiva, la stagione del giovane Al Jefferson, arrivato nello scambio che ha portato Garnett a Boston. Il ragazzo sta mettendo insieme cifre di tutto rispetto: 20 punti e 12 rimbalzi di media sono un ottimo biglietto da visita. Serve tempo, se ne riparlerà. Che dire di Chicago. Squadra di talento che sta però avendo grandi difficoltà in questo inizio. Sotto tono molti big, primo fra tutti Hinrich ma anche Luol Deng. Questa doveva essere la stagione della sua esplosione definitiva, ma per adesso sta deludendo le aspettative. Ben Wallace non sembra più il muro che ricordano bene a Detroit. Serve un cambio di rotta che a questo punto della stagione è ancora possibile.

I NOSTRI RAGAZZI – Da buoni italiani, parliamo dei nostri ragazzi. Bargnani, giocatore al secondo anno, era chiamato ad una conferma in questa stagione. Fino adesso, nonostante qualche grande partita, sta deludendo le aspettative. 9 punti e 3 rimbalzi non sono grandi cifre anche se il minutaggio non è elevato, appena 24 minuti di media. L’importante per Andrea è guadagnarsi la fiducia di coach Mitchell che in alcune occasioni lo ha fatto partire dalla panchina. Coraggio, il talento c’è, manca solo un po’ più di convinzione e di cattiveria agonistica. Rimandato. Belinelli, catapultato nel mondo NBA quest’anno, sta faticando molto a trovare spazio nella sua squadra, appena otto minuti di media. Non gode della fiducia di coach Nelson, non troppo propenso a dare spazio alle matricole. Stagione di ambientamento, che gli servirà per farsi le ossa nel mondo della pallacanestro americana. Su col morale.

LA CLASSIFICA NBA

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  1. ciao


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