Pubblicato da: Marcello | dicembre 17, 2007

Suonare il clacson è arte comunicativa!

Clacson

 

Assediato dai rumorosi sfoghi di automobilisti impulsivi, abitando in una piazza fiorentina se ne sentono davvero delle belle, mi sono trovato di fronte a due alternative: cambiare casa, ultima delle spiagge per uno studente, oppure rassegnarmi ad una tragica e sonora convivenza. La scelta è ricaduta su quest’ultima, più realistica, opzione.

 

Partecipando quotidianamente ai concerti automobilistici, partecipazione forzata e disimpegnata allo stesso tempo, sono giunto ad una conclusione: anche il suono del clacson comunica qualcosa. Proprio così: suoni diversi, hanno significati diversi, una sorta di linguaggio sonoro che gli automobilisti sembrano aver compreso, un vero e proprio codice. Ogni suono comporta infatti una reazione diversa da parte del destinatario. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

 

Suono breve e di ridotta intensità: viene pronunciato dagli automobilisti fermi in coda al semaforo. Nell’istante in cui scatta il verde, il primo della fila ha l’obbligo di scattare in una frazione di secondo. Se ciò non avviene ecco partire dalle retrovie un “Pi” di avvertimento. Un segnale rapido che significa: “Muoviti, è verde”. Non è un suono aggressivo, ma volto a segnalare in modo garbato l’arrivo del verde al distratto di turno.

 

Suoni brevi alternati: vengono utilizzati amichevolmente per attirare l’attenzione di passanti con lo scopo di ricevere in cambio un saluto. L’automobilista che vede passeggiare sul marciapiede un suo conoscente pronuncerà il classico “Pi, Pi, Pi”, una serie di rapidi suoni che significano: “Voltati, ci conosciamo, salutami”.

 

Suono lungo e di forte intensità: è un suono usato in maniera difensiva che deriva da uno spavento causato da un evento improvviso. Il classico esempio è quello di una precedenza non rispettata che avrebbe potuto causare un incidente. Per sicurezza, per sentirsi più protetto, l’automobilista sfoga l’adrenalina sul clacson emettendo un suono sordo, di lunga durata: “Pooooooo”. Come dire: “Stai attento, guarda dove vai”. Anche con espressioni più colorite.

 

Suoni lunghi alternati e di forte intensità: sono suoni pronunciati dall’automobilista che vede pian piano esaurirsi la sua pazienza Un misto di sconforto e rassegnazione. Capita in occasioni particolari e statiche: un’auto parcheggiata male non permette l’uscita o l’entrata o il passaggio ad un’altra vettura. La classica situazione nella quale un ostacolo si pare davanti al malcapitato. Ne conseguirà una serie interminabile di “Pooo, Pooo, Pooo” che significano: “Aiuto, qualcuno faccia qualcosa, sono intrappolato”. Una sorta di SOS inviato all’intero quartiere.

 

Avendo a disposizione un unico suono, l’automobilista si è ingegnato per renderlo comunicativo. Combinazioni significanti, durate differenti, intensità variabili, hanno arricchito un semplice e sgradevole suono. Anche suonare il clacson può essere un modo come un altro per comunicare qualcosa a qualcuno. Un po’ come gli squillini al cellulare.

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