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	<title>DI TUTTO UN PO' &#187; Funzionamento Google</title>
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		<title>LA RIVOLUZIONE DI GOOGLE</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 12:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marcello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Funzionamento Google]]></category>

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Vi siete mai chiesti come funziona il più famoso motore di ricerca oggi esistente? Facile direte. Basta aprire la pagina di Google, digitare una o più parole nell’apposito spazio ed il gioco è fatto. Una lista infinita di siti, che mettono in risalto la parola ricercata, compare davanti ai nostri occhi. 
Siamo talmente abituati a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marce46.wordpress.com&blog=2211460&post=11&subd=marce46&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><a title="Google Logo" rel="attachment wp-att-16" href="http://marce46.wordpress.com/2007/11/30/la-rivoluzione-di-google/google-logo-4/"></a><a title="Google Logo" rel="attachment wp-att-16" href="http://marce46.wordpress.com/2007/11/30/la-rivoluzione-di-google/google-logo-4/"><img src="http://marce46.files.wordpress.com/2007/11/1_google_logo3.thumbnail.jpg" alt="Google Logo" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Vi siete mai <a href="http://artaut.splinder.com/post/17381690/Il+PageRank+di+Google">chiesti come funziona </a>il più famoso motore di ricerca oggi esistente? Facile direte. Basta aprire la pagina di <strong><a title="Google" href="http://www.google.it/">Google</a></strong>, digitare una o più parole nell’apposito spazio ed il gioco è fatto. Una lista infinita di siti, che mettono in risalto la parola ricercata, compare davanti ai nostri occhi. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Siamo talmente abituati a questo, che neanche ci pensiamo più. Come spesso succede ciò che è più evidente è anche più nascosto. Google non è più qualcosa da capire, ma semplicemente da usare per mettere ordine nella rete, per orientare la nostra navigazione, per indirizzare la nostra conoscenza. Oggi, possiamo tranquillamente affermare che Internet è Google!</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Ma in base a <strong>quali criteri</strong> Google trova per noi quello che vogliamo con grande e apparente semplicità? Sta qui la chiave del successo planetario di questo motore di ricerca. Google ha cambiato la logica di vedere ed organizzare il Web. Per spiegarvi in cosa è consistita la grande novità introdotta da Google, proverò a raccontarvi in che modo funzionavano i primi motori di ricerca. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Per mettere ordine nel vastissimo Web, i motori di ricerca, <strong>agli inizi degli anni ’90</strong>, seguivano una logica simile a quella usata nelle biblioteche. I vari siti venivano inseriti in categorie tematiche, gli scaffali delle biblioteche, alle quali si potevano aggiungere delle sottocategorie. Una struttura ad albero quasi infinita. L’utente interessato a ricercare informazioni sulla squadra di calcio <a title="Milan" href="http://www.acmilan.com">Milan</a>, doveva consultare la categoria “<strong>Sport</strong>”, la sottocategoria “<strong>Calcio</strong>” e probabilmente anche quella “<strong>Seria A</strong>”. Il problema insito in questa logica, riguardava la presenza di siti ambigui, che per loro natura non potevano essere inseriti in categorie precostituite. Come trovarli, dove andare a cercarli? Spesso non era possibile. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Veniamo alla soluzione proposta dai successivi motori di ricerca come <strong>Altavista</strong>. L’utente doveva inserire una <strong>stringa</strong>, una parola ed il motore andava a ricercare, nel suo database, tutti i documenti contenenti quella parola. Ai primi posti della ricerca comparivano i siti che contenevano un numero quantitativamente superiore di parole cercate. Spesso, però, le prime pagine in graduatoria, contenevano soltanto <strong>spazzatura</strong>. Chi voleva comparire per primo, poteva infatti creare siti in cui ripeteva all’infinito una sola parola, imbrogliando così il motore di ricerca. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"><strong>Google</strong> ha rivoluzionato il modo di fare ricerca nel Web introducendo un nuovo criterio basato non più sulla quantità, ma sulla qualità. Il metro qualitativo è il <strong>LINK</strong>. Ai primi posti nella graduatoria proposta da Google compaiono quei siti che hanno ottenuto un maggior numero di link, citazioni, da altri siti. Non è il motore di ricerca a decidere i siti migliori, ma sono gli utenti con i loro link. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">Esempio: il sito xxx.com è stato linkato 100 volte; il sito yyy.com ha ottenuto 150 citazioni. Sarà quest’ultimo a comparire al primo posto nella graduatoria proposta da Google. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;color:#000000;">In conclusione, Google ha aperto le porte ad una <strong>Internet dal basso</strong>. Anche i piccoli siti, ricevendo molti link, possono avere posizioni dominanti. </span></p>
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