Inserito da: Marcello | Dicembre 9, 2007

Caro Luttazzi, adesso basta!

Luttazzi

Dopo l’editto di Sofia pronunciato da Berlusconi, di Luttazzi se ne erano perse le tracce, per lo meno in televisione. Tuttavia, dopo il ritorno di Santoro e Biagi, altri epurati per volontà dell’ex premier, un’altra possibilità se la meritava pure Daniele.

Ed ecco che lo scorso tre novembre è andata in onda su La7 la prima del suo nuovo programma «Decameron», sottotitolato: “politica, sesso, religione e morte”. Erano previste dieci puntate dello show definito dal comico stesso: “un nuovo varietà satirico per adulti”.

Luttazzi è stato però licenziato proprio ieri dalla stessa emittente televisiva La 7. I pesanti insulti rivolti dal comico a Ferrara gli sono costati lo show. E’ lo stesso Luttazzi a raccontare come sono avvenuti i fatti, e a chiedersi, incredulo, il perchè della sospensione.

Premetto che la puntata incriminata, quella degli insulti a Ferrara, non l’ho vista. Tuttavia, conoscendo la scurrile e volgare comicità di Luttazzi, posso dire la mia:

Caro Daniele, La7 ti aveva concesso carta bianca per il tuo varietà, lasciandoti libero di fare quello che cazzo volevi. Nonostante questo sei riuscito a farti cacciare! Caro Daniele, quando la satira sfocia nella volgarità, nell’offesa, nell’insulto, anche la libertà passa in secondo piano!

La libertà di manifestare il proprio pensiero si scontra necessariamente con delle limitazioni che riguardano sia il contenuto delle idee, sia il mezzo che uno sceglie per diffonderle. Nel rapporto con gli altri, infatti, entra in gioco il rispetto, l’altrui libertà. Per questo motivo la manifestazione del pensiero deve attenersi a delle regole di convivenza sociale, quelle regole che tu, caro Daniele, sembri non aver introiettato.

Puoi benissimo essere offensivo, ma scegliti un altro mezzo sul quale divulgare le tue idee, un mezzo che ti permetta di esprimere liberamente i tuoi pensieri. Un mezzo col quale far nascere riflessioni come questa!

La televisione, forse, non fa per te, ma ovviamente non tutti la pensano come me!

Marce


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