Inserito da: Marcello | Novembre 30, 2007

LA RIVOLUZIONE DI GOOGLE

Google Logo

Vi siete mai chiesti come funziona il più famoso motore di ricerca oggi esistente? Facile direte. Basta aprire la pagina di Google, digitare una o più parole nell’apposito spazio ed il gioco è fatto. Una lista infinita di siti, che mettono in risalto la parola ricercata, compare davanti ai nostri occhi.

Siamo talmente abituati a questo, che neanche ci pensiamo più. Come spesso succede ciò che è più evidente è anche più nascosto. Google non è più qualcosa da capire, ma semplicemente da usare per mettere ordine nella rete, per orientare la nostra navigazione, per indirizzare la nostra conoscenza. Oggi, possiamo tranquillamente affermare che Internet è Google!

Ma in base a quali criteri Google trova per noi quello che vogliamo con grande e apparente semplicità? Sta qui la chiave del successo planetario di questo motore di ricerca. Google ha cambiato la logica di vedere ed organizzare il Web. Per spiegarvi in cosa è consistita la grande novità introdotta da Google, proverò a raccontarvi in che modo funzionavano i primi motori di ricerca.

Per mettere ordine nel vastissimo Web, i motori di ricerca, agli inizi degli anni ’90, seguivano una logica simile a quella usata nelle biblioteche. I vari siti venivano inseriti in categorie tematiche, gli scaffali delle biblioteche, alle quali si potevano aggiungere delle sottocategorie. Una struttura ad albero quasi infinita. L’utente interessato a ricercare informazioni sulla squadra di calcio Milan, doveva consultare la categoria “Sport”, la sottocategoria “Calcio” e probabilmente anche quella “Seria A”. Il problema insito in questa logica, riguardava la presenza di siti ambigui, che per loro natura non potevano essere inseriti in categorie precostituite. Come trovarli, dove andare a cercarli? Spesso non era possibile.

Veniamo alla soluzione proposta dai successivi motori di ricerca come Altavista. L’utente doveva inserire una stringa, una parola ed il motore andava a ricercare, nel suo database, tutti i documenti contenenti quella parola. Ai primi posti della ricerca comparivano i siti che contenevano un numero quantitativamente superiore di parole cercate. Spesso, però, le prime pagine in graduatoria, contenevano soltanto spazzatura. Chi voleva comparire per primo, poteva infatti creare siti in cui ripeteva all’infinito una sola parola, imbrogliando così il motore di ricerca.

Google ha rivoluzionato il modo di fare ricerca nel Web introducendo un nuovo criterio basato non più sulla quantità, ma sulla qualità. Il metro qualitativo è il LINK. Ai primi posti nella graduatoria proposta da Google compaiono quei siti che hanno ottenuto un maggior numero di link, citazioni, da altri siti. Non è il motore di ricerca a decidere i siti migliori, ma sono gli utenti con i loro link.

Esempio: il sito xxx.com è stato linkato 100 volte; il sito yyy.com ha ottenuto 150 citazioni. Sarà quest’ultimo a comparire al primo posto nella graduatoria proposta da Google.

In conclusione, Google ha aperto le porte ad una Internet dal basso. Anche i piccoli siti, ricevendo molti link, possono avere posizioni dominanti.



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